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Mutuo per la casa: tassi di interesse ed agevolazioni fiscali

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Mutuo per la casa: tassi di interesse ed agevolazioni fiscali

Mutuo per la casa: tassi di interesse ed agevolazioni fiscali

E’ senz’altro il finanziamento più diffuso,  con i tassi di interesse ai minimi storici risultata particolarmente conveniente

Dai dati diffusi da ABI (Associazione Bancaria Italiana) emerge che i prestiti a famiglie ed imprese registrano una crescita su base annua pari allo 0,5%.

In particolare, l’ammontare totale dei mutui delle famiglie registra una variazione positiva del +2,4% su base annua.

Questo è spiegato anche dai tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento che permangono su livelli particolarmente bassi: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è infatti risultato pari all’1,85%.

Ecco perché il tema “mutuo” resta uno dei più sentiti, in particolare quello che rende possibile l’acquisto della prima casa, ancora è il maggior investimento della maggior parte degli Italiani.

Spread e TAEG: due valori importanti

Qualunque sia il tasso scelto, lo Spread è un dato fondamentale di cui tener conto: più sarà basso, minori saranno gli interessi da restituire.

Il TAEG invece rappresenta il costo finito del finanziamento. Vale a dire: tasso, spread e spese accessorie, di perizia e l’istruttoria, previste per la sottoscrizione del mutuo.

Conoscere questo valore equivale quindi a conoscere il costo reale del mutuo.

Le variabili da considerare

Disciplinato dall’Art. 1813 del Codice Civile, il mutuo è un tipo di contratto tra due soggetti: il mutuante, vale a dire chi eroga una somma di denaro o altri beni economici, ed il mutuario, chi si impegna a restituire quanto ha preso in prestito entro un determinato lasso di tempo.

Può essere anche a titolo gratuito (senza alcun interesse), mentre la stragrande maggioranza delle volte è a titolo oneroso.

Oltre alla cifra di partenza, occorrerà aggiungere un corrispettivo (l’interesse), maturato nel tempo che intercorre tra il prestito ed il saldo totale del debito.

E’ proprio il caso del mutuo bancario richiesto per la compravendita di immobili o di ristrutturazioni di edifici.

Oppure quello richiesto da un imprenditore per attività commerciali (sviluppo ed ampliamento, ricerca, ecc).

Esiste più di un mutuo, ognuno diverso dall’altro, con caratteristiche stabilite da ciascun istituto di  credito per tentare di personalizzare il più possibile il servizio al cliente.

  • Finalità. Il primo punto distintivo di questo particolare tipo di contratto è lo scopo per cui viene richiesto. Il più frequente è l’acquisto di un immobile, seguono la costruzione di una casa o la sua ristrutturazione.
  • Tasso d’interesse. Questo valore, che dovrà essere corrisposto a chi presta il denaro, è sempre espresso in percentuale.
  • Tutti i tassi possono essere controllati ogni giorno sui quotidiani finanziari ed online. Mentre ogni trimestre la Banca D’Italia pubblica i tassi medi delle operazioni di finanziamento per la definizione del tasso usuraio.
  • Durata. Anche il tempo concordato per la restituzione entra a far parte dei parametri da considerare. Può essere da 5, 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Raramente supera quest’ultima dilazione.
  • Rimborso. Si possono avere durata e rata costanti, durata costante ma rata variabile o durata variabile e rata costante. Quest’ultimo è detto anche rimborso flessibile, poiché permette al debitore di avvantaggiarsi dell’elasticità del tempo di restituzione.

Tipologie di mutuo per la casa

Tra le varie tipologie di mutuo per la casa vi sono il mutuo immobiliare, finalizzato all’acquisto della casa.

Si tratta di un prestito ipotecario per cui l’immobile fa da garanzia. Dal punto di vista del fisco, una parte degli interessi e delle spese accessorio si detrae dalle tasse.

E chi acquista case in regola con le più nuove indicazioni ecologiche, può ottenere un prestito agevolato.

Può essere fondiario o ipotecario: entrambi si fanno forti dell’ipoteca della casa.

Il primo è un finanziamento a medio e lungo termine (minimo 18 mesi, massimo 30 anni) che può essere acceso soltanto se si ha una di queste tre esigenze:

  • Acquisto di una prima casa, l’abitazione principale;
  • Costruzione della prima casa;
  • Ristrutturazione di quell’abitazione che diventerà la principale.

Inoltre il finanziamento non deve superare l’80% del valore dell’abitazione.

Il mutuo ipotecario è un finanziamento che prevede la restituzione della cifra finanziata non prima dei 5 anni. Oltre che per l’acquisto di una casa, può avere altre finalità.

Non ha limiti particolari, se non quelli dettati dalla banca per quanto riguarda la solvibilità del singolo cliente. Inoltre, può essere erogato anche per somme superiori all’80% del valore dell’immobile.

Mutuo per la casa: costi da sostenere ed agevolazioni previste dalla legge

Per l’istruttoria della pratica si versa in banca una cifra pari fino allo 0,5% dell’importo finanziato, oltre al pagamento della perizia sull’immobile, per accertarne il valore.

Obbligatoria anche l’assicurazione della casa per incendio e scoppio, il cui costo dipende dal valore dell’immobile e dalla durata del mutuo. Si paga in un’unica soluzione al momento del rogito oppure in quote mensili accorpate alla rata del finanziamento.

Talvolta è richiesta un’assicurazione sulla vita del cliente che però non è obbligatoria.

Ci sono inoltre altre spese del notaio che variano da professionista a professionista. La sua fattura, se si tratta della prima casa, è detraibile al 19%.

Gli altri oneri accessori al mutuo detraibili sempre al 19% per l’abitazione principale sono: le spese di perizia e di istruttoria, la commissione richiesta dagli istituti di credito per la loro attività di intermediazione, la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti, la penalità per anticipata estinzione, le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, le perdite su cambio per i mutui contratti in valuta estera, l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato.

Anche per il 2019 sono state confermate le agevolazioni fiscali in vigore l’anno scorso per chi acquista un immobile, in particolare se si tratta della prima casa. Anche alcune spese legate al mutuo si possono detrarre.

Detrazioni fiscali 2020: le novità nella ristrutturazione casa

Detrazioni fiscali 2020: le novità nella ristrutturazione casa

La nuova Legge di Bilancio 2020 prevede  misure ufficiali per la proroga delle detrazioni casa, relative a lavori di ristrutturazioni l’anno 2020 con una serie di conferme, proroghe e novità, quali:

  • ristrutturazioni edilizie e bonus mobili ed elettrodomestici;
  • lavori di riqualificazione energetica;
  • realizzazione di impianti di micro-cogenerazione;
  • sismabonus.

Oltre alle detrazioni casa si aggiunge anche la nuova detrazione prevista per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici.

Misure ufficiali confermate relative alle detrazioni ristrutturazione casa 2020

Il testo della nuova Legge di Bilancio conferma la proroga dello sconto Irpef sui lavori di ristrutturazione edilizia, cancellando termini di scadenza e puntando a rendere la misura della detrazione al 50% invece che al 36% a regime e strutturale. Continuerà ad essere prevista una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per i lavori di manutenzione straordinaria ed ordinaria di immobili per uso abitativo e ripartite in dieci quote annue di pari importo.

Possono richiedere il bonus ristrutturazioni, i proprietari dell’immobile oggetto di lavori ma affittuari, comodatari ed altri soggetti che sostengono le spese di ristrutturazione e possono dimostrare l’effettiva spesa sostenuta.

Le detrazioni fiscali, inoltre, valgono non solo per i lavori veri e propri di ristrutturazione ma anche per tutte le spese effettuate per progetti, perizie e sopralluoghi, acquisto dei materiali, per prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento, per la messa in regola degli edifici, per gli oneri di urbanizzazione.

Bonus Facciate, la  novità della nuova Legge di Bilancio 2020

Dal 1° gennaio 2020 debutterà la nuova detrazione del 90% sulle spese sostenute per la ristrutturazione delle facciate di edifici privati e condomini. Sarà la Legge di Bilancio 2020 a rendere ufficiale la novità e successivamente spetterà all’Agenzia delle Entrate  il compito di definire le regole applicative.

Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 i contribuenti che effettueranno lavori di manutenzione sulle facciate degli edifici, ville, appartamenti privati o condomini, potranno accedere alla detrazione fiscale del 90% che non prevede limiti in merito al totale delle spese detraibili.

Sarà applicabile ai lavori effettuati su tutte le tipologie di edifici. Non solo condomini, ma anche appartamenti privati. Si tratterà di un “derivato” del bonus ristrutturazioni, con un’estensione dell’elenco dei lavori ammessi in detrazione fiscale.

A differenza della detrazione del 50 %, il bonus facciate riguarderà anche i lavori di manutenzione ordinaria, come la semplice tinteggiatura delle pareti esterne degli edifici. Non sono previsti, ad oggi, limiti di spesa. Il contribuente potrà detrarre il totale dell’importo sostenuto per i lavori.

Il bonus facciate completerà il quadro delle agevolazioni sui lavori in casa e, a partire dal 2020, accanto alle ristrutturazioni interne delle abitazioni, ai contribuenti verranno rimborsate anche le spese per i lavori di rifacimento esterno.

Salvo novità, il bonus facciate sarà fruibile a partire dai lavori avviati dal 1° gennaio 2020 e, come tutte le detrazioni fiscali, il rimborso del 90% sarà riconosciuto come credito d’imposta in dichiarazione dei redditi.

Bonus mobili 2020: detrazioni ufficiali ed importi

Anche per  il 2020, il Bonus mobili permetterà di avere una detrazione Irpef al 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+  per l’arredamento di un immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione vale su una spesa massima di 10mila euro e viene divisa dieci quote annuali di pari importo.

Al fine di dimostrare l’avvenuta spesa di mobili ed elettrodomestici destinati all’arredo di una casa in ristrutturazione è fondamentale effettuare i dovuti pagamenti con sistemi tracciabili indicati dall’Agenzia delle Entrate  (bonifico, bancomat, carta di debito o carta di credito) e conservare

Tutte le ricevute di pagamento o altri documenti che attestino l’avvenuto pagamento.

Se si effettuano pagamenti con assegni, contanti o altri mezzi di pagamento non tracciabili, non è possibile beneficiare del bonus mobili 2020.

Con il bonus mobili 2020 è possibile acquistare ogni genere di arredamento e di mobile, oltre ad elettrodomestici aventi  un’elevata classe energetica. Si possono acquistare:

  • letti e materassi;
  • comodini;
  • armadi;
  • cassettiere;
  • librerie;
  • scrivanie;
  • divani e poltrone;
  • tavoli e sedie;
  • credenze;
  • apparecchi di illuminazione che rappresentano un importante completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;
  • grandi elettrodomestici, purchè dotati di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni.

Per  l’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica, è possibile usufruire del bonus solo se non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica per quella tipologia di elettrodomestico.

Tra i grandi elettrodomestici rientrano lavatrici, congelatori, frigoriferi, asciugatrici, lavastoviglie, forni a microonde, stufe elettriche, ventilatori elettrici, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Ecobonus: quali sono le novità nella Legge di Bilancio 2020?

Gli interventi di riqualificazione energetica, sarebbero dovuti essere in scadenza alla fine di quest’anno, ma è stata prevista una proroga fino al 31 dicembre 2021 alle stesse condizioni attualmente previste.

Le detrazioni restano al 65% per interventi di risparmio energetico ed al 50% per interventi relativi a installazione di nuovi infissi, sostituzione di impianti di climatizzazione con caldaie a condensazione o a pellet, per le schermature solari.

Le detrazioni dell’ecobonus valgono anche per:

  • installazione di pannelli solari;
  • lavori per riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

L’Ecobonus 2020  proroga, fino alla fine del 2020, gli incentivi fiscali per tutti coloro che effettuano interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche su un’abitazione.

Dà diritto ad una detrazione Irpef dal 50% al 65%, incrementata fino al 75% nel caso di lavori in condominio.

Il contribuente ha diritto ad una detrazione del 50% per i seguenti lavori:

  • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi;
  • schermature solari;
  • caldaie a biomassa;
  • caldaie a condensazione( con efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.18/2013)

Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02)

Una detrazione al 65% per i seguenti interventi:

  • interventi di coibentazione dell’involucro opaco;
  • pompe di calore;
  • sistemi di Building Automation;
  • collettori solari per produzione di acqua calda;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori ibridi.

Una detrazione al 70% o 75% per i seguenti interventi:

Se si tratta di interventi di tipo condominiale,la detrazione vale per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con limite di spesa di 40.000€ moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. 

Qualora gli stessi interventi siano realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico determinando il passaggio ad una classe di rischio inferiore, è prevista una detrazione dell’80%.

Con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico la detrazione prevista passa all’85%.

Il limite massimo di spesa consentito, in questo caso passa a 136.000€, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

La legge dispone anche  la proroga al 31 dicembre 2020 per le spese sostenute per la  riqualificazione energetica e, tra il novero dei costi ammessi, rientrano anche le spese messe in atto per acquistare tende da sole, interne ed esterne all’abitazione, installate per provvedere e migliorare le schermature solari dell’edificio.

Sismabonus: detrazioni fiscali fino all’85% e proroga di tre anni

Nella nuova Legge di Bilancio è stata prevista anche una proroga di tre anni del Sismabonus, per cui la scadenza slitta dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2024, sia per gli interventi in zona sismica 1 e 2, sia per quelli in zona sismica 3 (abitazioni ed edifici produttivi).
Il Sismabonus prevede detrazioni fiscali fino all’85% per chi effettua lavori volti al risparmio energetico e di adeguamento sismico con estensione delle agevolazioni previste anche ad imprese e capannoni.

Il Sismabonus prevede una detrazione o sconto immediato in fattura per interventi di riduzione del rischio sismico effettuati sulle abitazioni ed attività produttive. 

L’incentivo fiscale è pari al 70% in caso di riduzione di 1 Classe di rischio sismico. 

La detrazione è invece pari al 75% se il miglioramento è pari a 2 classi di rischio.

Per interventi effettuati su condomini, la detrazione è pari al 75% per il miglioramento di una classe di rischio e dell’85% nel caso il miglioramento sia di 2 classi di rischio.

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Ristrutturazione e sgravi fiscali

La ristrutturazione della casa ogni tanto è un’operazione necessaria. Con gli anni anche le costruzioni più robuste si usurano ed hanno bisogno di manutenzione. Ci sono da considerare anche gli incentivi statali, che ogni anno cambiano. Pertanto è bene coniugare utilità al massimo risparmio per una ristrutturazione professionale che porterà anche una bella percentuale rimborsabile dallo Stato.

Le ristrutturazioni edilizie hanno sgravi fiscali a seconda della loro natura, ma vengono in ogni caso scontate dalle tasse. Il cosiddetto bonus della ristrutturazione di solito è del 50% sia per abitazioni singole che per condomini. Tuttavia la spesa deve essere di una certa entità per poterne beneficiare. Alcuni anni fa la percentuale è scesa al 36% per una spesa minima di 48.000 euro, ma le agevolazioni sono ancora maggiori se vengono svolti interventi antisismici o migliorie energetiche.

Una casa va mantenuta in perfetta efficienza sia all’interno che all’esterno. I lavori di ristrutturazione importanti vanno affidati ad aziende competenti nel settore, perché si tratta di spese grosse che vengono fatte una volta ogni diversi anni. I lavori di manutenzione ordinaria vanno fatti più spesso, ma anche per questi vi sono le detrazioni fiscali. Ad esempio cambiare gli infissi e i serramenti o rifare l’impianto elettrico non modifica la struttura o la dimensione della casa. A differenza delle ristrutturazioni straordinarie, non c’è bisogno di chiedere permessi comunali.

Ristrutturazione e permessi

Quando si tratta di modificare la fisionomia della casa con l’abbattimento o l’innalzamento di nuovi muri, la modifica di stanze già esistenti o la creazione di nuovi locali, bisogna chiedere l’autorizzazione edilizia al Comune di residenza, prima di iniziare i lavori. Ogni modifica va denunciata al Catasto perché la casa potrebbe variare la rendita catastale e di conseguenza le tasse comunali e regionali da pagare. Quando vengono fatte ristrutturazioni importanti, che modificano sensibilmente l’aspetto esterno ed interno, si parla di grandi opere. Richiedono concessioni edilizie che talvolta non sono facili da ottenere, specialmente se l’edificio si trova in un centro storico di alto valore paesaggistico. Prima di ogni ristrutturazione bisogna informarsi presso il Comune, perché modificare l’aspetto della casa a proprio piacimento non è possibile.

Ristrutturazione antisismica

Gli interventi antisismici sono un tipo di ristrutturazione particolare e sono necessari nelle zone che sono state recentemente colpite da importanti terremoti. Le nuove case che vengono costruite in aree ad alto tasso sismico sono già predisposte alla resistenza in caso di scosse. Ma quelle che sono state edificate in precedenza e sono a rischio di crollo, necessitano di interventi di ristrutturazione. Come il consolidamento delle mura portanti, delle strutture in legno e talvolta l’installazione di veri e propri supporti, specialmente nel caso di edifici molto vecchi. Questi interventi sono detraibili in percentuale maggiore rispetto agli altri e si può arrivare fino al 70% delle spese sostenute.

Ristrutturazione, sicurezza e risparmio

La parola stessa “ristrutturare” indica una miglioria della casa e pertanto della qualità della vita all’interno e all’esterno della stessa ma non solo. L’investimento porterà del risparmio installando dei serramenti nuovi e a norma di legge. Oltre a poter detrarre una parte della spesa dalle tasse, in seguito si spenderà molto meno di riscaldamento o di aria condizionata, dato che la casa sarà più isolata dagli agenti atmosferici. Allo stesso modo, installare porte blindate o protezioni alle finestre renderà più sicura l’abitazione. Questa avrà molto più valore una volta che verrà venduta o affittata, oltre ad essere più sicura per chiunque vi abiti. La sicurezza fa comodo a tutti, pertanto anche questo tipo di interventi vengono detratti dalla dichiarazione dei redditi.

Il Governo incentiva in ogni modo la miglioria delle case e la sicurezza delle persone. In questo modo risparmia in spese di ricostruzione o rimborsi in caso di terremoti oppure spende meno risorse in forze dell’ordine. Se è vero che lo Stato aiuta tutti i cittadini è anche vero che non tutto viene rimborsato, pertanto trovare un’azienda seria e professionale che esegua ristrutturazioni a regola d’arte e a norma di legge è fondamentale per la sicurezza e l’economia di tutta la famiglia.

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Detrazioni fiscali caldaia 50%

Quando si effettua una ristrutturazione spesso si cambia lo scaldabagno nel caso il riscaldamento sia centralizzato, o la caldaia nel caso li riscaldamento sia autonomo. L’acquisto della caldaia è detraibile  in 10 anni fino al 50% del valore speso per l’acquisto. Le detrazioni fiscali che rientrano nel pacchetto “stabilità” permettono quindi di ricevere agevolazioni economiche sia in caso di sostituzione di una vecchia caldaia stagna e sia per attività di ammodernamento di vecchi impianti di calore, con tecnologie più sostenibili dal punto di vista delle emissioni atmosferiche.

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Immagine presa da “www.idearistrutturazionecasa.it”

La normativa attuale sulle ristrutturazioni offre il vantaggio di far rientrare anche l’acquisto di una caldaia a camera stagna nella lista delle spese considerate detraibili.
Sono tanti gli shop di termoidraulica online che vendono “caldaie a gas tradizionali” , come oggetti “fine serie” e quindi ancora più appetibili dal punto di vista del prezzo.

Quelli che sono i requisiti necessari per usufruire delle agevolazioni fiscali per l’acquisto online di una caldaia, allo scopo di ottenere detrazioni sino al 50%?

  • Specifica dettagliata dei costi impiegati e dei dati del catasto attribuibili all’edificio ristrutturato, quando si effettua la dichiarazione patrimoniale annua;
  • Archiviazione delle fatture e delle ricevute di pagamento a mezzo di bonifico (detto anche bonifico parlante) obbligatorio per usufruire delle detrazioni fiscali;
  • Autorizzazione da parte del Comune o dichiarazione sostitutiva da parte del notaio;
  • Prova di pagamento della tassa relativa ad ICI/IMU;
  • Se l’opera viene realizzata dal condominio sarà necessaria la dichiarazione di consenso ai lavori e la divisione delle spese complessive; se fatta da soggetti differenti dal proprietario come anche nel caso di famigliari stretti che vivono nella stessa dimora, sarà necessario il consenso scritto da parte del titolare della casa alla messa in atto dei lavori;
  • In caso i lavori di ristrutturazione edile fossero delegate a più ditte, si dovrà allegare opportuna comunicazione ASL.

Qualora invece l’acquisto di una caldaia, avvenisse tramite web, sarà necessario conservare traccia dell’avvenuto pagamento, acquistando il prodotto tramite bonifico bancario.

L’attenzione dell’utente sarà quella di apporre la specifica causale nel bonifico, specificando di voler avvalersi della detrazione per il rimodernamento di un plesso abitativo.

Conclusioni:

La caldaia ha un costo elevato che va dai 800€ ai 2000€ e oltre. Usufruendo delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione si può detrarre il 50% della spesa totale. Tu hai rinnovato il tuo appartamento? Hai usufruito delle detrazioni? Se non lo hai ancora fatto contattaci per un preventivo gratuito per la ristrutturazione del tuo appartamento.

Mutui, prestiti e finanziamenti per la ristrutturazione della tua casa

Mutui, prestiti e finanziamenti per la ristrutturazione della tua casa

La ristrutturazione di una casa richiede una serie di valutazioni preliminari ed un’attenta pianificazione del budget. E’ fondamentale valutare l’investimento per richiedere un mutuo, un prestito o un finanziamento utile a coprire completamente le spese di ristrutturazione.

I mutui per ristrutturare casa hanno lo scopo di finanziare esclusivamente l’ammodernamento di un immobile. In questa tipologia di finanziamento rientrano anche i lavori per migliorare l’efficienza energetica, i quali prevedono solitamente ulteriori agevolazioni.

Quali sono le differenze principali tra un mutuo ed un prestito?

La differenza di base tra un mutuo ed un prestito sta nei tempi di restituzione del capitale prestato dall’ente erogatore.

Il mutuo, che è un finanziamento di lungo periodo, prevede l’erogazione di cifre più alte rispetto ai prestiti. Inoltre per stipulare un mutuo per la ristrutturazione bisogna mettere in conto le spese di un perito, le spese notarili ed il costo di un’assicurazione obbligatoria scoppio/incendio per l’importo richiesto.

I prestiti solitamente prevedono un processo burocratico più snello. Dalla richiesta di prestito all’erogazione possono bastare 24 ore. Nei casi più complessi il prestito verrà erogato entro 15 giorni dalla richiesta. Le garanzie richieste per un prestito sono di solito minori rispetto ai mutui. Questo accade perchè le cifre richieste per un mutuo sono di solito più alte.

I prestiti vengono erogati in un’unica soluzione. I mutui invece hanno diverse modalità di erogazione:

1. in un’unica soluzione

2. con SAL (stato avanzamento lavori) che prevede una serie di tranches erogate dalla banca a seguito di una perizia sullo stato di avanzamento dei lavori.

I tassi finanziari da valutare sono:

– il TAN – tasso di interesse puro ovvero l’interesse annuo calcolato sul prestito. Si tratta della somma in più che va riconosciuta all’ente erogatore al termine dell’anno maturata sull’importo erogato.

In caso di rimborso rateale il Tan andrà calcolato come “mensile”. Ad esempio: Tan 20% annuale significa che si pagherà in realtà il 22% di interessi in conseguenza della rateizzazione mensile. Questa è la forma più utilizzata di TAN. 

– il TAEG Indice sintetico di costo, ovvero il tasso annuo effettivo globale che determina il costo effettivo del mutuo in percentuale. Nel TAEG sono comprese tutte le spese obbligatorie sostenute per la stipula del contratto. 

Prima di stipulare un mutuo, un prestito o un finanziamento valuta bene gli indicatori finanziari Tan e Taeg. Fatti consigliare dai nostri esperti. Per i mutui collaboriamo con Unicredit ed Intesa San Paolo.

Unicredit ed Intesa San Paolo: Istituti di credito con i migliori servizi finanziari

La Banca Unicredit con l’opzione CreditExpress Rinnova eroga finanziamenti fino a 100000€ a tan del 6,5% e taeg 7,01% per la ristrutturazione casa. Ma quali sono le caratteristiche principali di CreditExpress Rinnova?

Il prestito CreditExpress Rinnova è la soluzione idonea per ristrutturare la tua casa attraverso miglioramenti all’abitazione, ristrutturazione edilizia, restauro e manutenzione sia ordinaria che straordinaria.

Il finanziamento con tasso fisso del 6,50% è destinato a coloro che ristrutturano un immobile su territorio dello Stato sottoscrivendo l’apposita dichiarazione nella quale ci si impegna ad utilizzare il finanziamento per lavori di ristrutturazione che rientrino nella tipologia ammessa alle agevolazioni fiscali dal D.L. n. 63 del 04.06.2013 e prorogate dalla Legge di Stabilità vigente.

Si possono richiedere dai 5000 ai 1000 euro ed il finanziamento ha una durata che va dai 3 ai 10 anni. Tra i vantaggi è che non bisogna rilasciare garanzie reali.

Mutuo Domus Intesa San Paolo: in cosa consiste?

Con Intesa San Paolo è possibile richiedere mutui per la ristrutturazione anche oltre 100.000€, restituibili fino a 30 anni. E’ possibile scegliere un tasso fisso oppure un tasso variabile.

Se preferisci la stabilità della rata avrai a disposizione:

  • Piano Base: il tasso e l’importo della rata sono definiti all’erogazione del mutuo e rimangono invariati per tutta la durata del finanziamento
  • Multiopzione: il mutuo inizia a tasso fisso e prevede la possibilità di scegliere, ogni 3 o 5 anni, il tipo di tasso da applicare al periodo successivo (scegliendo tra fisso o variabile)
  • Bilanciato: alla richiesta puoi scegliere la quota del mutuo finanziata a tasso fisso (70%, 60%, 50%) e quella finanziata a tasso variabile (30%, 40%, 50%)

Se invece vuoi beneficiare di eventuali riduzioni dei tassi di interesse, assumendo il rischio di un aumento delle condizioni di tasso avrai a dispozione:

  • Piano Base: il tasso e la rata variano periodicamente in funzione dell’andamento dell’indice di riferimento (Euribor 1M o MRO della BCE)
  • Multiopzione: il mutuo inizia a tasso variabile e prevede la possibilità di scegliere, ogni 3 o 5 anni, il tipo di tasso da applicare al periodo successivo (scegliendo tra fisso o variabile)
  • Bilanciato: alla richiesta del mutuo puoi scegliere la quota del mutuo finanziata a tasso variabile (70%, 60%) e quella finanziata a tasso fisso (30%, 40%)
  • CAP di tasso: fissi un tetto massimo (CAP) sul tasso di interesse variabile per l’intero piano di rimborso o solo per la prima metà della durata

Mutuo Domus Intesa San Paolo è il finanziamento che più si adatta alle tue esigenze aiutandoti a realizzare la casa dei tuoi sogni!

L’importo, oltre 100.000 euro, è coperto dal finanziamento che puoi ottenere in base all’entità dei lavori.

La percentuale dei costi dei lavori è coperta dal finanziamento per ristrutturazioni che richiedono concessione edilizia.

In caso di piccole ristrutturazioni, l’Erogazione dell’intera somma richiesta avverrà al momento della sottoscrizione del mutuo.

Se hai acquistato le opzioni di flessibilità ed hai pagato 12 rate mensili, puoi richiedere la sospensione di una o più rate per 3 volte per le piccole ristrutturazioni.

Impianti termici a radiatori: nuovi materiali e tecnologie hi tech

Impianti termici a radiatori: nuovi materiali e tecnologie hi tech

In Italia ancora oggi gli impianti termici a radiatori sono i più diffusi. Se è vero, da una parte, che la loro sostituzione con sistemi alternativi comporta lavori invasivi, l’utilizzo di nuovi materiali e tecnologie li ha resi più performanti ed in grado di convivere in modo ottimale anche in abitazioni di nuova concezione.

Negli ultimi anni, inoltre, il design sempre più curato, lineare o dalle forme scultoree, ne ha ridefinito l’estetica. Al punto che i radiatori sono oggi sempre più integrati anche nei progetti d’arredo.

Impianti termici a radiatori: materiale ed estetica

Il punto di partenza nella scelta degli impianti consiste nell’esame dei seguenti fattori: il primo, in particolare, incide sulla seconda ma anche su performance e costi. Occorre tener conto dell’uso che si farà del radiatore e delle nostre abitudini.

Usciamo di casa di prima mattina e vi ritorniamo solo tardi la sera? Avremo bisogno di termosifoni che si scaldino velocemente.
Se invece l’abitazione è “vissuta” durante il giorno, saranno preferibili prodotti che mantengano il calore più a lungo.

Alcuni materiali, come l’alluminio, saranno più indicati nel primo caso. Altri come ghisa ed acciaio nel secondo. Lo stesso vale per le finiture.

  • Alluminio: pratico e confortevole. E’ un metallo che permette di realizzare radiatori di peso più contenuto rispetto a quelli in altri materiali. Sono spesso formati da elementi modulari e quindi componibili, adatti per ambienti di ogni volumetria oppure più compatti e lineari detti anche “a piastra”.

Essendo leggeri, i corpi scaldanti possono essere fissati anche a pareti di basso spessore. La principale caratteristica dei radiatori in alluminio (un vantaggio ma anche un limite) è però la bassa inerzia termica: in pratica, si scaldano in modo rapido e ciò permette di modulare e tarare l’impianto per avere calore solo quando serve, consentendo un notevole risparmio energetico.

L’ideale per le seconde abitazioni e quando si passa molto tempo fuori in casa. Per contro, i caloriferi realizzati in questo materiale si raffreddano altrettanto rapidamente.

L’alluminio, ricavato in genere dalla bauxite, è resistente alla corrosione e duraturo, quindi adatto anche in ambienti umidi come bagno e cucina. E’ inoltre riciclabile al 100% ed infinite volte senza che le sue qualità vengano meno.

  • Acciaio: duttile e resistente. Questa lega composta principalmente di ferro e carbonio viene molto utilizzata per realizzare termosifoni, poiché permette un’ampia versatilità di forme, originali e scultore. Si può anche tagliare al laser, in modo preciso, senza imperfezioni.

I radiatori in acciaio si scaldano abbastanza velocemente ma non trattengono a lungo il calore dopo lo spegnimento dell’impianto, anche se si raffreddano meno velocemente dell’alluminio.

L’acciaio è inoltre un materiale molto resistente alla corrosione ed all’usura.

  • In materiali alternativi. In alcuni casi il vero e proprio scaldante risulta inglobato all’interno di un blocco in materiale lapideo o composito.
    Si tratta per lo più di modelli “a piastra” realizzati con prodotti brevettati, a base di miscele di polveri di marmo o silice e quarzo, agglomerate con un polimero oppure resina acrilica.
    Il risultato è un composto duttile, ottenuto a freddo, che viene colato in uno stampo siliconico, che si solidifica poi a temperatura ambiente, senza bisogno di ulteriori fonti energetiche.

Il corpo scaldante inglobato in questi materiali può essere di tipo elettrico, quindi dotato di una resistenza interna oppure idraulico con le classiche tubature per l’acqua calda.

Il materiale ottenuto offre diversi pregi: è idrorepellente, antimuffa ed antibatterico ed in parte ripristinabile in caso di eventuali piccoli danneggiamenti.

L’estetica della superficie, oltre a richiamare la pietra, può anche essere personalizzata con un motivo a propria scelta.

  • Ghisa: calore e costante. E’ il materiale dei primi radiatori, realizzati nella seconda metà dell’Ottocento, nati con gli impianti di riscaldamento centralizzato.

La ghisa ha elevata inerzia termica, quindi i radiatori si riscaldano lentamente e trattengono a lungo il calore anche dopo lo spegnimento dell’impianto. Vanno bene per un uso continuativo, per contro sono molto pesanti.

Oggi sono pochi i modelli presenti sul mercato, anche se negli ultimi anni sono stati proposti modelli in stile vintage che abbinano un’estetica tradizionale a colori di tendenza.

Impianti termici a radiatori: forme e design

Le declinazioni offerte dai radiatori sono infinite ma si possono catalogare in tre principali tipologie:

  • Componibili. Sono costituiti da elementi modulari, di forma tubolare oppure piatta, da assemblare in base alle proprie esigenze di spazio, per un prodotto quasi su misura sia in larghezza sia in altezza. Sono infatti disponibili sia in versione orizzontale sia verticale.
  • A piastra. Si tratta di corpi scaldanti monolitici, piatti ed in genere piuttosto sottili. L’estetica è lineare ed essenziale. Grazie a questo tipo di design, il radiatore offre una superficie frontale maggiore, aumentando così lo scambio termico con l’ambiente. Scaldano in parte anche per irraggiamento con minor sollevamento di polvere.
  • Scaldasalviette. Pensati principalmente per il bagno, sono formati da elementi orizzontali, talvolta ribaltabili, che accolgono asciugamani e biancheria. Altri a piastra dispongono invece di barre e ganci. Hanno spesso funzionamento anche elettrico per un utilizzo in tutte le stagioni.

La superficie del radiatore, indipendentemente dal materiale, è liscia ed omogenea, ottenuta tramite un processo di lavorazione in diverse fasi. Quella finale consiste in genere nella verniciatura epossidica a base di polveri, fissate alla superficie con un trattamento ad alta temperatura che ne evita la corrosione e le rende molto resistente e bella nel tempo.

Ampia è la gamma di colori e finiture, dal classico bianco, alle tonalità Ral, fino a quelle cromate, sabbiate e lucide. Occorre però considerare che non tutte offrono la stessa resa termica. In particolare, le superfici cromate riducono l’emissione di calore per irraggiamento del 30% circa rispetto ad uno stesso modello colorato o bianco.

Impianti termici a radiatori: le agevolazioni fiscali

La Legge di Bilancio 2020 ha confermato le detrazioni per la ristrutturazione edilizia, per la riqualificazione energetica ed il Bonus Mobili.

La sostituzione dei radiatori rientra nel primo caso e dà diritto ad un bonus del 50% da detrarre dall’Irpef. Lo stesso vale per l’installazione di valvole termostatiche su termosifoni esistenti.

Con i modelli elettrici si può ottenere il bonus mobili sempre al 50%. La detrazione massima per unità immobiliare rimane di 96 mila euro.

Più sostanzioso l’Ecobonus al 65% ma per beneficiarne è necessario migliorare l’efficienza energetica della casa, quindi rinnovare l’impianto, per esempio installando anche una nuova caldaia a condensazione con sistema di termoregolazione.

Come rendere il “cuore della casa” accessibile, sicuro e confortevole per tutti

Come rendere il “cuore della casa” accessibile, sicuro e confortevole per tutti

Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, in Italia le persone con disabilità sono circa 4 milioni 360 mila (di cui quasi la metà con età superiore a 65 anni) e quelle con difficoltà motorie rappresentano la maggioranza.

Eppure, malgrado l’entità dei numeri, il nostro Paese non è esattamente a misura di persona diversamente abile, come sottolineato più volte dalle Nazioni Unite negli ultimi anni: l’insufficienza dei fondi erogati e la forte presenza di barriere architettoniche sono, infatti, decisamente penalizzanti.

Da questi dati emerge quanto il tema dell’accessibilità sia una vera e propria emergenza da affrontare, affinchè beni e servizi diventino fruibili da tutti. Il problema non riguarda solo l’urbanistica e le infrastrutture a livello urbano ma comprende anche la sfera del quotidiano domestico.

Muoversi ed utilizzare al meglio gli interni della propria abitazione deve essere un diritto per tutti. Al riguardo molte aziende in questi ultimi anni stanno sviluppando una maggior sensibilità e l’arredamento della cucina ne è un buon esempio.

Versabilità e trasformabilità: caratteristiche fondamentali per l’arredamento di una cucina accessibile

Lo spazio per cucina va circoscritto in un’area contenuta per ridurre gli spostamenti. Per questo motivo alle composizioni lineari talvolta sono preferibili quelle centrali. Ciò che conta davvero è l’arredamento che va studiato per caso, a partire da nozioni standard, sempre valide.

Versatilità e trasformabilità sono caratteristiche fondamentali per l’arredamento di una cucina accessibile. Cestelli estraibili dai pensili con sistema saliscendi ad esempio sono molto pratici. Come lo sono tutti quegli elementi che si muovono in senso verticale  e che permettono una più facile individuazione e presa degli oggetti.

Per una persona ipovedente avere basi e pensili con ante che si aprono a 180 ° vuol dire evitare un pericoloso ostacolo. Per un disabile con problemi di deficit muscolari avere i cestoni che si aprono elettricamente solo sfiorandoli significa poter accedere più facilmente ai contenuti.

Per un disabile costretto in carrozzina, i pensili che si abbassano e si spostano in avanti sono un prezioso aiuto.

Per una persona impossibilitata a piegarsi, lavastoviglie e forno posizionati a 30/40/50 cm da terra diventano facilmente utilizzabili.

Dettagli fondamentali per avere una efficiente cucina accessibile

E’ possibile progettare su misura una cucina accessibile il cui committente è costretto in carrozzina. Essa deve essere studiata nei minimi particolari affinchè gli spazi siano accessibili e funzionali. La parola d’ordine deve essere “personalizzazione”.

  • Basi ai lati di piano cottura e lavello con zoccoli arretrati in modo da non ostacolare il passaggio dei poggiapiedi della carrozzina.
  • Dispensa con apertura ad ante scorrevoli che consente un’ampia visibilità dell’interno senza ostacoli o sporgenze che intralcino i movimenti.
  • Piani di lavoro estraibili e cassetti ad estrazione totale. Entrambi sono sicuri e pratici.
  • Congelatore e frigorifero sono elementi separati ed indipendenti. Rialzati da terra, sono più comodi.
  • Il piano cottura angolare così da essere accessibile ed agevolare da utilizzare da seduti. La posizione consente anche di avere ai lati comode superfici d’appoggio. E’ consigliabile quello ad induzione, il quale assicura velocità di cottura, facilità di pulizia e sicurezza.

I punti di cottura in orizzontale permettono anche di ridurre la profondità dell’elettrodomestico e di favorire l’accesso al pensile.

  • Cappa che si attiva con il telecomando.
  • Pensili posti ad un’altezza comoda per l’utente. Tale misura varia a seconda del soggetto.
  • Forno con apertura a libro, in modo tale che chi è in carrozzina vi si può avvicinare facilmente. Guide con griglie estraibili per facilitare il controllo della cottura.
  • Lavello vicino alla zona cottura, ma più basso per essere accessibile.
  • Tavolo con sostegno centrale, invece delle quattro gambe. Non intralcia così gli spostamenti della carrozzina.

Cucina accessibile: modularità e design specializzato

Per realizzare una cucina accessibile è fondamentale che l’arredamento della stessa cucina consenta di svolgere in autonomia ed in sicurezza le quotidiane funzioni domestiche. La tecnologia ci offre un aiuto concreto.

La cucina accessibile si basa su un sistema di arredo modulare, decisamente flessibile, che permette di prevedere adattamenti ed integrazioni soprattutto nei punti chiave operativi della composizione, quali cottura, lavaggio e contenimento. Questo livello di customizzazione è resa possibile anche grazie a lavori specifici, in particolare cestelli estraibili, posa di meccanismi sali-scendi (che possono essere manuali o automatici) e cestelli totalmente estraibili.

Particolari accorgimenti tecnici e meccanici presenti in alcuni rubinetti sono di fondamentale aiuto per realizzare in autonomia e con grande facilità la zona lavello. Ad esempio, bocca pronunciata ed allungata, doccetta estraibile, tasto invece della manopola.

Anche l’estetica naturalmente si può conformare al gusto del committente che ha la possibilità di scegliere tra una varietà di colori e tipologie di finiture quasi “su misura”.

Detrazioni fiscali e contributi dalle Regioni

L’Agenzia delle Entrate con la guida “Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità”, aggiornata ad Ottobre 2019, ha specificato che sono ammesse integralmente alla detrazione Iperf del 19% le spese sostenute per l’acquisto di componenti di cucine dotate di dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche preposte a facilitare il controllo dell’ambiente da parte dei disabili.

Si può fruire della detrazione solo se sussiste il collegamento funzionale tra sussidio tecnico informatico acquistato ed handicap. Questo collegamento può risultare dalla certificazione rilasciata dal medico curante o dalla prescrizione autorizzata rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza per fruire dell’iva agevolata.

Riguardo le certificazioni, per richiedere le agevolazioni fiscali, va precisato che sono considerati “disabili” le persone che hanno ottenuto le attestazioni dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4, legge n°104 del 1992 ed anche coloro che sono stati ritenuti “invalidi” da altre Commissioni mediche pubbliche, incaricate per il riconoscimento dell’invalidità.

E’ possibile anche autocertificare il possesso della documentazione. In merito alle spese da portare in detrazione ed a quelle sanitarie deducibili dal reddito complessivo, occorre conservare il documento fiscale (fattura, ricevuta, quietanza) percè potrebbe essere richiesto.

Per gli interventi di “Adattamento domestico” ci sono vari canali di finanziamento, regionali ed in base alla legge nazionale 13/89 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”.

I nostri professionisti sono in grado di stravolgere gli schemi compositivi standard arrivando alla personalizzazione vera e propria della cucina.

Per saperne di più, contattaci.

Finestre a doppio vetro: pro e contro

Quando si  ristruttura un’abitazione, la scelta che deve essere fatta con particolare oculatezza è quella degli infissi, ovvero di porte e finestre. Le finestre devono avere un’estetica gradevole e soprattutto svolgere adeguatamente la loro funzione di isolare da rumori, freddo e caldo. La soluzione che viene maggiormente adottata ultimamente è quella delle finestre a doppio vetro, tuttavia questa scelta comporta sia vantaggi che svantaggi.

Scelta delle finestre

Scegliere delle finestre di qualità sarà determinante per il comfort dell’ambiente dal punto di vista climatico e sonoro, ma non solo, perché contribuirà a valorizzare l’arredamento. Avere delle belle finestre impreziosisce l’intera stanza, devono essere in linea con il resto dell’ambiente e la scelta è condizionata dal posto in cui ci si trova. In alta montagna vanno bene finestre a doppi vetri, ma sul mare è preferibile scegliere un singolo vetro, a meno che non ci si trovi a tiro del vento. In questo caso, la scelta degli infissi esterni è fondamentale perché devono durare nel tempo e resistere alla corrosione del salmastro. Oltre al vetro singolo o doppio, bisogna considerare la struttura portante, che può essere in PVC, alluminio oppure legno. La scelta dipende da fattori sia estetici che economici. Inoltre, se il fabbricato è posto in un centro storico, deve sottostare ai vincoli paesaggistici comunali.

Il doppio vetro

La scelta moderna cade sempre sul doppio vetro. É strutturato con due porzioni di vetro incastrate nel serramento che creano una camera d’aria interna che isola da agenti atmosferici e rumori. In mezzo ai due vetri viene inserita aria oppure gas naturale, per massimizzare l’isolamento acustico e termico. Le finestre con i doppi vetri costano di più di quelle con un solo vetro, sebbene la tipologia di infisso influisca maniera determinante nel prezzo finale. Volendo risparmiare ed avendo una casa abbastanza grande, si possono inserire le finestre con vetro singolo nella zona esposta a sud e quelle con vetro doppio a nord, che solitamente è la parte più fredda e umida.

Installare doppi vetri migliora l’efficienza energetica dell’abitazione e permette di usufruire degli sgravi fiscali, ma l’installazione deve essere fatta a regola d’arte da professionisti del settore. Sono molto importanti sia la struttura che la qualità delle guarnizioni, perché è da qui che potrebbero penetrare aria e rumore. Questo vale sia per le finestre a un solo vetro che a doppi vetri. L’infisso deve essere sufficientemente robusto per sopportare il peso del vetro in più. Sarebbe meglio non installare doppi vetri su serramenti vecchi, perché potrebbero rovinarli o non avere alcuna efficacia.

Pro e contro

Il risparmio energetico, usando i doppi vetri sfiora il 70% e non è necessario ricorrere a lavori di muratura per l’istallazione. Inoltre l’ambiente sarà più elegante e moderno. Oggi la scelta più gettonata è quella di serramenti in PVC con doppi vetri, perché garantiscono una bassa manutenzione ed un’ottima resistenza agli agenti atmosferici. Bisogna però considerare che il materiale non è dei più belli, dal punto di vista estetico, sebbene possa essere impreziosito con tinte particolari, rispetto al classico bianco o al color legno.

Essendo praticamente impossibile, o almeno rischioso, installare doppi vetri su infissi vecchi, chi ha finestre pregiate non ne può usufruire e le possibilità sono due:
tenere le vecchie finestre di valore con un solo vetro nuovo;
cambiare tutto quanto, cercando di non stravolgere troppo l’ambiente.

Chi sceglie i doppi vetri deve considerare che gli infissi vanno completamente sostituiti e la spesa sarà decisamente più costosa rispetto all’istallazione di un solo vetro, che sia singolo o doppio.

La scelta varia i  e sceglierli comporta una spesa importante. Sarà assai superiore rispetto ad un vetro singolo da installare su un vecchio infisso, perché bisogna sostituire tutto, sia che si scelgano materiali in PVC, legno oppure alluminio. Installare i doppi vetri su infissi poco isolanti è del tutto inutile perché, oltre a non garantire l’isolamento termoacustico, non consente di raggiungere i livelli trasmittanza previsti dalla normativa europea per poter usufruire delle agevolazioni fiscali.